Shiver in Russia

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Re: Shiver in Russia

Messaggioda Xido » ven 3 set 2010, 0:42

Caro Antonio, non ho avuto il piacere di conoscerti ma davvero sei un MOTOCICLISTA con la M.
Ehehehe si è piccola la shiver :mrgreen:
Ricordo che un mesetto e mezzo fa un mio amico mi prestò la stelvio.
Dopo averla guidata per un bel pezzo, risalii sulla mia shiver e ci misi un po' a riabituarmi alle dimensioni di una moto sportiva come la nostra dopo esser stato seduto su un vero cammello gigante.
Ma come si dice... nella botte piccola c'è il vino buono e se tu ci hai fatto un viaggio del genere vuol dire che è una moto affidabile.
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda motobi » lun 6 set 2010, 10:27

oggi mi sento in vena di proverbi.
vedendo la Shiver di Antonio in mezzo a fior di turistiche penso che l'abito non fa il monaco :wink:
e quoto lo Zio: nelle botti piccole....
grande Antonio ti sei sciroppato un bel po' di km.
sinceramente io non sarei in grado di farli sia a livello fisico che mentale e per questo ti ammiro molto.
ciao ciao
:D
Non mettiamo i numeri sulla Shiver ; noi li facciamo i numeri con la shiver!!!
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda maprox » lun 6 set 2010, 15:38

Ciao, vist che vi controllo anche quando sono in ferie........ :D
Ieri ho incontrato antonio e mi ha raccontato qualche anedoto del viagio, tutti interessanti e curiosi. Poi i paesaggi, le cose, persone ecc che ha incontrato meritano un bel resoconto che gli ho chiesto e appena riesce ci fornirá. Nel frattempo avremo qualche anticipazione al raduno......
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda maprox » lun 6 set 2010, 16:55

Altre news sul viaggio di antonio e la piccoletta.....!

http://www.motovacanze.it/news/newsletter.htm


Cercate Stella Rossa ottava edizione..
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » lun 13 set 2010, 19:54

Ho messo insieme un po' di appunti, resoconti di altri partecipanti e di foto per presentarvi il diario dettagliato del viaggio.
Non vuole essere nulla di pesante ed è stato scritto volutamente in modo ironico.
Spero vi piaccia...

In Russia con la “Piccoletta”

Venerdì 06/08/2010
Tappa N. 0 Bergamo – Arta Terme Km. 397 Litri 21,15 Rifornimenti n.2
E' giunto il momento della partenza, anche se l'inizio del viaggio ufficiale è previsto per domani da Tarvisio. Vista la distanza ho pensato di avvicinarmi e di dormire in un albergo nelle vicinanze (Arta Terme).
Già prima di Vicenza mi becco una prima passata di pioggia, mentre mi vesto sotto un cavalcavia faccio conoscenza con un motociclista greco completo di aprilia tuono di ritorno dalle vacanze in Germania e Austria. In prossimità del passante di Mestre si scatena un nubifragio e ringrazio i progettisti per aver messo così tante gallerie.
Panico all'uscita di Tolmezzo per il cellulare scarico, quindi niente navigatore né numero di telefono dell'albergo da raggiungere. Mi viene in aiuto il farmacista del paese che mi indica come raggiungere la via in cui si trova l'albergo. Era l'unica informazione ricordata.

A questo punto mi nasce una preoccupazione: se ho difficoltà a trovare l'albergo dove devo soggiornare in Italia, cosa potrò mai combinare in Russia?
Problemi? Solo per la testa (vuota) del pilota.
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Mi spiace per la foto già postata in precedenza, ma non ne ho nuove per questa tappa.
Ultima modifica di nbantonio il mer 22 set 2010, 16:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » mar 14 set 2010, 12:51

In Russia con la “Piccoletta”

Sabato 07/08/2010
Tappa N. 1 Arta Terme - Erd Km. 587 Litri 34,27 Rifornimenti n.4
Mentre mi avvicino al punto di ritrovo qualche preoccupazione mi assale, non sono esattamente tranquillo. Incontro quelli che saranno per tre settimane i miei compagni di avventura, ci vengono consegnati i documenti e il materiale per il viaggio, si acquista la vignetta per l'autostrada Austriaca e si effettua il primo rifornimento della giornata.
La partenza avviene sotto un pallido sole, ma dopo pochi chilometri in Austria inizia una pioggerellina fitta che ci accompagnerà per quasi tutta la giornata. Solo verso la fine della tappa si rivede un po' di sole e un tantino di calore .
La prima sosta è fissata dopo circa 200 km, da questo punto in poi le soste successive verranno calcolate in base alla moto con la minore autonomia. Vi lascio immaginare chi si aggiudica questo primato.
L'Austria scorre via velocemente, il paesaggio è quello alpino, tipico di questa regione, mentre il clima non è propriamente estivo. Anche l'Ungheria inizia con un paesaggio molto simile a quello Austriaco che poi degrada in una pianura molto estesa.
La cosa che più mi colpisce è la differenza fra le case, i paesi e le strade una volta passato il confine. E' evidente che l'Ungheria debba fare ancora molta strada per raggiungere il livello delle nazioni occidentali.
Il percorso risulta un tantino più lungo del previsto in seguito ad una serie di errori di navigazione.
Quasi in dirittura d'arrivo si verifica il primo problema tecnico. Una delle 2 Honda Transalp presenti
inizia a marciare in modo irregolare, probabilmente per i suoi 22 anni di età. Una volta arrivati in albergo si riunisce lo staff tecnico e si effettuano i primi interventi, ma senza nessun risultato. Rimane un'unica soluzione, caricare il mezzo sul furgone di assistenza almeno sino alla frontiera con l'Ucraina.
A proposito, dov'è il furgone di assistenza? Siamo arrivati da circa un'ora ma ancora non si vede.
E' quasi l'ora di cena ed io non mi posso ne lavare ne cambiare perché il mio bagaglio è sul furgone. Non è bello, dopo aver passato 8 ore sulla moto ed essere stato vestito da motociclista da oltre 12 ore, scoprire che non ti poi neppure togliere gli stivali. Prima lezione imparata: portare sempre nella borsa da serbatoio e/o nello zaino da codone il necessario per potersi fare una doccia e cambiare. Mentre aspetto approfitto per ingrassare la catena. All'ultimo momento utile arriva il bagaglio, riesco a farmi una doccia veloce e a cambiarmi per la cena.
Primo reale momento di socializzazione con il gruppo, almeno con la parte che è a tavola con me. Subito dopo cena a letto visto che i chilometri previsti per domani sono veramente tanti.
Problemi? Errori di navigazione, guasto alla Transalp e il ritardo del furgone.

Frontiera fra Austria e Ungheria
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » mar 14 set 2010, 19:51

In Russia con la “Piccoletta”

Domenica 08/08/2010
Tappa N. 2 Erd – Leopoli Km. 625 Litri 28,45 Rifornimenti n.4
Solo adesso che scrivo questo diario mi sono reso conto che fosse una domenica, vi assicuro che per tutto il viaggio siamo stati fuori dal tempo.
Sveglia alle 5 e partenza per le 6, siamo tutti puntuali e tutti pronti a mordere l'asfalto.
Oggi è previsto il tappone dolomitico di oltre 600 km suddivisi fra Ungheria oltre 200 km e Ucraina i restanti 400 km. La “piccoletta” non manifesta il minimo segno di cedimento lungo tutto il tragitto, il pilota invece parecchi. Nella sua testa aveva pensato di passare l'Ungheria ridendo e scherzando e poi di doversi impegnare per il territorio Ucraino.
Quando si è ritrovato aggrappato al manubrio ad oltre 130 km/h per quasi 200 km di autostrada Ungherese, ha capito che la giornata iniziava male. L'ottimista è arrivato in frontiera già con la lingua a penzoloni. Il paesaggio ungherese in questa tappa si presenta con una pianura infinita dove i boschi si alternano ai campi coltivati.
In frontiera ci passiamo quasi 2 ore, tempo più che accettabile viste le esperienze delle precedenti edizioni e poi diciamolo, in 2 ore uno ha anche il tempo di riprendersi.
Una volta in Ucraina scopriamo il vero volto dell'est europeo, ripensando a quanto mi erano sembrati arretrati i villaggi Ungheresi capisco quanto mi ero preoccupato per nulla. Qui è tutto mille volte peggio, dalle abitazioni ai mezzi di trasporto, dalle strade ai distributori.
Le macchine e i camion sono per la maggior parte residuati della ex unione sovietica, non sanno cosa sia la normativa antinquinamento e sono spesso fermi sul bordo della strada con qualcuno che armeggia dentro il vano motore. Con i distributori si finisce quasi sempre per litigare, raramente ci è capitato di fare benzina senza problemi.
Il percorso prevede per la prima parte l'attraversamento dei monti Carpazi. Una strada piena di curve con un fondo stradale ancora discreto e paesaggi davvero entusiasmanti.
Al nostro passaggio si affacciavano da ogni dove ad ammirare lo spettacolo, segnale evidente che non si vedono molte motociclette da queste parti.
Mentre siamo tutti presi a goderci la strada e il paesaggio si verifica il secondo inconveniente tecnico. La Guzzi California rompe il cuscinetto dell'albero cardanico. Non ci sono soluzioni alternative, moto sul furgone e fanno due in due giorni.
Terminati i monti Carpazi ci restano centinaia di chilometri di pianura, ma per fortuna qui le autostrade non sono ancora arrivate e quindi le medie sono molto basse.
Arriviamo in albergo quasi in orario dopo una serie di giri per il centro alla ricerca della retta via.
A differenza del precedente questo è più che discreto, anche se la cena lascia un po' a desiderare.
Problemi? Guasto alla Guzzi e prime multe per due partecipanti.
Frontiera fra Ungheria e Ucraina
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » mer 15 set 2010, 22:20

In Russia con la “Piccoletta”

Lunedì 09/08/2010
Tappa N. 3 Leopoli – Kiev Km. 572 Litri 32,75 Rifornimenti n.4
Sveglia alle 6 partenza alle 8, entusiasmo un tantino in calo, forse la stanchezza.
Anche in questa tappa i chilometri non sono pochi, se poi sono da fare sotto la pioggia ed evitando il più possibile le voragini in mezzo alla strada allora diventano davvero pesanti.
In questa giornata abbiamo testato la resistenza all'acqua e la resistenza alle buche delle strade Ucraine.
La “piccoletta” non ha avuto nessun problema ne sotto la pioggia costante ne sotto il diluvio che ci hanno accompagnato per la prima parte del percorso. I pantaloni della tuta antipioggia, invece hanno dato segni di cedimento nella parte inguinale. Vi lascio immaginare la piacevole sensazione provata nel guidare in quelle condizioni.
Un discorso a parte bisogna fare per le buche presenti sulle strade. Non avete idea di come sono ridotte le strade in Ucraina, sembrano uscite da un impasto di groviera. Specialmente se si considera che abbiamo percorso la strada che collega le due principali città della nazione. In alcuni punti erano veramente impercorribili, probabilmente siamo stati fortunati ad aver trovato brutto tempo e quindi ad averle affrontate a velocità ridotta.
Anche in questo caso nessun problema per la piccoletta mentre tanti per i polsi del pilota.
Avvicinandoci a Kiev aumentano i problemi con i distributori e la temperatura. Negli ultimi venti chilometri prima di entrare in città la temperatura è salita di dodici gradi, essendo agghindati per il freddo patito in mattinata ci siamo sciolti come neve al sole.
Arrivati in città ci fermiamo per la foto di rito, si sente una certa elettricità nell'aria, la prima meta è raggiunta e non ci sono stati altri inconvenienti.
Entriamo in città e ci facciamo guidare all'albergo. Anche l'albergo è un retaggio dell'unione sovietica, imponente ma fatiscente. Dopo non poca fatica prendiamo possesso delle camere, anguste e torride. Impressionante il servizio di sicurezza per evitare l'accesso alle camere di chi non è cliente dell'albergo.
Cena in un ristorante vicino all'albergo e una birra in uno dei tanti bar della zona.
Problemi? La pioggia, il freddo, le strade e il caldo della metropoli.

Sosta lungo la strada per Kiev
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Esempio di autostrada Ucraina
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Arrivo a Kiev
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » mer 15 set 2010, 22:46

In Russia con la “Piccoletta”


Martedì 10/08/2010
Giornata N. 4 Kiev

Giornata dedicata alla visita della città. La colazione è perfettamente in linea con lo stile sovietico dell'albergo. Tutti seduti al proprio posto come bravi soldatini, a disposizione solo quanto previsto dalla propria razione kappa. Guai a chiedere una qualsiasi variazione del protocollo, arriva dalla cucina il compagno colonnello cuoco che decide del tuo futuro.
Prima di iniziare la visita alla città dobbiamo portare in riparazione i 2 mezzi guasti. Momento di massimo splendore per gli uomini aprilia, quindi per me. Partiamo dall'hotel con destinazione il concessionario Aprilia. Attraversiamo una zona industriale molto fatiscente e il resto del gruppo ironizza sulla location della concessionaria. Quando però arriviamo presso il concessionario che è insediato in un edificio nuovissimo con vetrate a specchi, posso finalmente zittire tutti e fare la ruota stile pavone.
Finalmente ci dirigiamo verso il centro città e scopriamo una Kiev ordinata, pulita, piena di storia e molto vivace e con lei anche le sue donne che sono tante e belle. Pranziamo in un self service in centro dove gustiamo le specialità Ucraine e poi un buon caffè espresso in un vicino bar da dove qualcuno, uscendo un po’ di fretta dimentica di pagare il conto … Nel frattempo arrivano buone notizie per la Moto Guzzi California che è già pronta mentre nulla da fare per la Honda Transalp. Pur bravo che sia il meccanico aprilia, non è in grado di compiere miracoli: Le Honda sono importate in Ucraina dal 2000 e trovare il pezzo di ricambio per una moto costruita nel 1988 non è cosa semplice. La nostra giornata a Kiev si conclude con una piacevole cena in altrettanto piacevole locale sulle rive del fiume. Ora tutti a dormire che domani abbiamo appuntamento con la dogana Russa …
Problemi? Il caldo afoso della metropoli.

Vista delle moto dalla camera al 12° piano
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Padri fondatori della città
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Basilica di santa Sofia
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Vista della piazza (le cupole sono in alto, non distraetevi)
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Monastero
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » gio 16 set 2010, 18:20

In Russia con la “Piccoletta”

Mercoledì 11/08/2010
Tappa N. 5 Kiev – Orel Km. 478 Litri 24,50 Rifornimenti n.3
Oggi dovremmo entrare in territorio russo, ma prima bisogna superare lo scoglio della frontiera, che fra l'altro dista ancora 300 chilometri.
La giornata inizia benino, saltiamo la colazione in stile sovietico in quanto il regime non prevede le partenze all'alba. Il primo tratto lo affrontiamo in autostrade quasi degne di questo nome, sosta in un bar carino per la colazione e la temperatura sembra mantenersi a livelli accettabili. Quando il sole comincia ad essere battente, i chilometri autostradali diventano troppi e l'asfalto davanti alla ruota sembra sempre uguale a quello appena passato. L'Ucraina era il granaio dell'Unione Sovietica, è una pianura vastissima e le strade sono per forza di cose piatte e dritte, ma anche tanto tanto noiose.
Il bello deve ancora arrivare, non sono favole quelle che si raccontano sulle frontiere dell'est, impieghiamo oltre 5 ore per passare dall'Ucraina alla Russia. Arriviamo in frontiera quando il sole è allo zenit e naturalmente ci fanno aspettare allo scoperto. Ci viene contestato il fatto che sul libretto di circolazione non è indicato il modello della moto ma solo la marca, poi si prosegue con il passaporto misteriosamente strappato di Sergio e per finire si chiude con la incredibile saga della compilazione del modulo in cirillico
I primi 2 episodi sono accaduti alla frontiera Ucraina dove passiamo la maggior parte del tempo e dove ci inventiamo di tutto per passare il tempo. Da segnalare le condoglianze alla moglie di Sergio che ad un certo punto, in seguito a traduzioni molto approssimative, si ritiene deceduto. Quando le ore cominciano a diventare tante però il fronte si spezza e serpeggiano i primi malumori.
Una volta arrivati alla frontiera russa ci attende la compilazione del famigerato modulo di ingresso rigorosamente in cirillico. Sembrava di essere i protagonisti di una condid camera o di un film di Fantozzi, mediamente lo abbiamo dovuto riscrivere 5 volte a testa, magari per cambiare solo una virgola.
Ormai stremati riusciamo a passare in terra Russa e prendiamo subito confidenza con il fondo stradale parecchio dissestato e realizziamo che anche da queste parti l’ANAS locale è a corto di fondi per la manutenzione.
Giusto il tempo di rilassarci nel primo bar sulla strada quando improvvisamente l’asfalto infuocato cede sotto il peso dei cavalletti ed alcune moto cadono a terra. Per qualcuno la cosa si risolve solo con dei graffi, altri rompono i supporti delle borse e sono costretti ad imbarcarli sul furgone.
In questo caso la piccoletta si piega ma non cade, essere leggeri servirà pure a qualcosa!!!
Una volta ripartiti, per un errore di percorso aggiungiamo un centinaio di chilometri al programma già parecchio consistente. In alcuni tratti “esageriamo” un po' troppo e un sorpasso oltre la linea continua è stato immortalato dalle cineprese della polizia che intima l’alt alla incolpevole Moto Guzzi di Claudio. La polizia minaccia di farci visita in serata all’hotel per mostrarci l’intero filmato.
Probabilmente le galere locali sarebbero migliori dell'albergo che ci ospita, sicuramente il peggiore di tutto il viaggio. Qui il regime sovietico sembra ancora in essere e le camere sono veri e propri forni, i letti hanno dei pezzi di compensato al posto delle reti e l'impianto idraulico del bagno è costituito da un tubo di gomma che alimenta sia la doccia che il lavabo.
Il malumore aumenta, oltre al caldo, la stanchezza e l'orario scopriamo di essere pure senza cena.
A questo punto il gruppo si divide e qualcuno finisce per magiare in un fastfood ed altri in un ristorante a 5 stelle. Durante la ricerca di un posto dove mangiare abbiamo la possibilità di dare un'occhiata alla cittadina. Sembrerebbe interessante, peccato non avere avuto il tempo per poterla visitare meglio.
Problemi? Autostrade Ucraine dritte, piatte e torride. Funzionari di frontiera. Strade russe. Errore di percorso, albergo e cena.

Una delle incredibili trattative per riuscire ad avere benzina
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Poliziotto Russo crossista e infortunato l'altro è Paolo la nostra guida
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Dovremmo essere a Orel, ma scopriamo che mancano ancora 100 Km
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Attesa per sapere le sorti ci Claudio e Caterina fermati dalla polizia
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » gio 16 set 2010, 18:41

Giovedì 12/08/2010
Tappa N. 6 Orel – Mosca Km. 509 Litri 23,50 Rifornimenti n.3

L'orario di partenza viene posticipato viste le traversie del giorno prima. I chilometri da fare sono tanti, ma non dobbiamo attraversare dogane e questo è un bel vantaggio.
Tutti sono pronti prima del previsto, non si sa se per la smania di arrivare a Mosca o per la fretta di abbandonare l'albergo da incubo. La colazione aggrava, se possibile, la valutazione dell'albergo.
Si svolge in una saletta angusta dove i tavolini sono sistemati a 2 centimetri l'uno dall'altro. Il servizio è svolto da zelanti matrone che in pratica portano solo acqua calda e yogurt ed ad ogni richiesta (compresa l'acqua) chiedono dei rubli. Sarà per questo che tutti fanno una colazione veloce?
Qualche giorno più tardi, a mente fredda abbiamo fatto alcune considerazioni in merito all'albergo. Sicuramente è stato il peggiore della vacanza, ma per gli standard locali era un albergo di tutto rispetto. Insieme a noi era presente una squadra di calcio che probabilmente ha trovato tutto estremamente normale. In Russia e, in misura minore, in Ucraina concetti di povertà e ricchezza sono molto, ma molto distanti fra loro.

Partiamo per Mosca, la strada si snoda fra una serie di saliscendi contornati da boschetti, case molto dimesse, gialli campi di frumento da poco trebbiati. Man mano che ci avviciniamo a Mosca c’è una crescente tensione su come troveremo il cielo in città dopo tutto quello che ci è stato riferito dall'Italia. A circa 200 Km dalla meta improvvisamente ci troviamo immersi in una fitta nebbia di fumo, anche se non possiamo parlarci è evidente l’espressione di ognuno di noi che traspare dalla visiera del casco. Approfittiamo della sosta per il pranzo per decidere il da farsi. Quando riprendiamo la strada il cielo è ritornato azzurro e il sole splendente.
Nel frattempo la polizia ha fermato il FIAT Ducato dello staff per un controllo e chiedono alcune informazioni sulla HONDA TRANSALP (ma da quanto c…o di tempo è sul furgone ???) ovvero: di chi è la moto ? e soprattutto, mi fate vedere i documenti ?
E allora Carlo (di chiare origini romane) si chiede: ando c...o stanno le chiavi della moto ??? Le chiavi naturalmente sono nella tasca del giacca del proprietario che è con noi in moto con il fratello. Quindi sosta per tutto il gruppo, i due fratelli (KARAMAZOV) tornano al posto di blocco per spiegare ogni cosa e liberare il povero Carlo. Dopo una lunga trattativa il furgone può riprendere la strada, ci raggiunge e insieme entriamo in Mosca. Alle porte della città facciamo la foto di rito davanti al cartello della città. Siamo tutti elettrizzati, anche la seconda meta, nonché tappa principale, è stata raggiunta. Affrontiamo il traffico a dir poco caotico della metropoli per arrivare in hotel, in queste occasioni ringrazio sempre l'aprilia per avere messo il raffreddamento a liquido sulla piccoletta. Passiamo circa un'ora nel traffico ad una velocità prossima allo zero e la ventola è praticamente sempre in funzione.
Viste le mie dimensioni potrei anche sgattaiolare nel traffico, ma i miei compagni di avventura avrebbero qualche difficoltà.
Arrivati in albergo, più che discreto, scopriamo di non avere le camere con aria condizionata. Scatta la sommossa popolare e riusciamo ad averla ma dal giorno successivo.
Comunque sia siamo tutti felici per i due giorni di riposo che ci aspettano. Cena al ristorante dell'albergo e un giro nei dintorni per una birra prima di andare a dormire.
Problemi? Strade Russe, documenti della moto e traffico di Mosca.

Orel vista dalla camera d'albero. Notare il traffico!!!
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Fumo sulla strada per Mosca.
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Arrivo a Mosca
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » sab 18 set 2010, 22:37

In Russia con la “Piccoletta”


Venerdì 13/08/2010
Giornata N. 7 Mosca

Oggi si parte tardi, l'appuntamento è alle 9 con la guida per la visita della città, quindi me la posso prendere comoda. Come sempre quando ci si rilassa ci si lascia andare e infatti rimango a letto. Riesco a malapena a prendere un caffè al bar ed è già ora di partire.
Iniziamo con la metropolitana, una delle più estese al mondo, frequentatissima e stupenda. Ci spiegano che è stata concepita come strumento di propaganda, quindi ogni stazione ha un suo preciso tema e significato.
Ritornati in superficie ci attende il battello per la gita sulla Moscova, il fiume intorno al quale è cresciuta la città. Veniamo sbarcati poco distanti dal Cremlino, dopo un breve tragitto a piedi arriviamo davanti alla cattedrale di San Basilio e da li accediamo alla Piazza Rossa. Cosa dire, non so esprimere la sensazione, è qualcosa di magico e imponente al tempo stesso. Consiglio a tutti una visita, non ne resterete delusi. Immancabile foto ricordo davanti al mausoleo di Lenin e riusciamo ad assistere al cambio della guardia. Bello ma è uno spettacolo solo per turisti.
Nel pomeriggio visitiamo il cimitero dei personaggi famosi e scopriamo tanti retroscena anche relativi a personaggi a noi noti. L'ultima visita riguarda il monastero delle vergini. Oltre che per la sua storia, mi ha molto colpito assistere alla celebrazione di una messa con rito ortodosso. Un'esperienza unica, da brividi in tutto il corpo, specialmente se considerate che chi sta scrivendo non è esattamente un credente.
Dopo cena ritorniamo in Piazza Rossa per scoprire che di notte è ancora più suggestiva.
Problemi? Oggi direi nessuno.

Metropolitana di Mosca
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Cremlino visto dal battello
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Piazza Rossa con Max
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Cambio della guardia
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Tomba di Boris Yeltsin
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Piazza Rossa by night
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Mausoleo di Lenin
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » sab 18 set 2010, 23:05

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Sabato 14/08/2010
Giornata N. 8 Mosca

Mattinata libera quindi riesco a fare colazione come si deve anch'io.
Trascorriamo la mattinata girovagando per la città, nel pomeriggio ci attende la visita al Cremlino.
All'ingresso veniamo perquisiti e ci viene chiesto di aprire eventuali zaini o borse. Momento di panico. Cosa troveranno nella borsa da serbatoio di Michele???? E' da quando siamo partiti che non si è mai separato da lei.
Scherzi a parte, la visita del Cremlino è stata la parte più deludente di Mosca. Non so dire se è dipeso dal poco tempo a nostra disposizione e quindi ci hanno propinato la versione light oppure se proprio non si può vedere il resto degli edifici.
Dopo cena visita alla parte più animata della città e capiamo che l'alcolismo è veramente un problema per questo paese.

Riporto di seguito quanto scritto da Roberto(uno dei partecipanti al viaggio), il poeta del gruppo.

La magia della Piazza Rossa, il Cremlino, la gita sul fiume, il mercatino delle pulci, le basiliche, i monasteri, il cimitero dei personaggi famosi, la raffinatezza delle stazioni della metropolitana, le prostitute nella hall degli hotel, etc., etc.
Insomma questa Mosca è quasi come Mirabilandia, di giorno ti piglia e di notte ….
E dire che le previsioni erano a dir poco negative. Così negative da compromettere quasi la visita della Capitale Russa. E invece abbiamo trovato si molto caldo, ma niente fumo e molto arrosto! Abbiamo anche capito che da queste parti chiunque tu fossi, uno scienziato, un artista, un atleta o altro non avevi una seconda chance per dare una buona impressione, ovvero: se ti veniva chiesto di fare qualcosa o di risolvere un problema, o avevi la soluzione al primo colpo o per te c’era il fresco della Siberia.
Forse per questo in passato da queste parti si soffriva meno di caldo o il clima è veramente cambiato?
Problemi? Il gran caldo.

Anche lui soffriva il caldo
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Zar dei cannoni
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Zarina delle campane
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Edifici dentro il Cremlino
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Interno del Cremlino (Molto piccolo come si può notare)
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » mar 21 set 2010, 22:13

In Russia con la “Piccoletta”

Domenica 15/08/2010
Tappa N. 9 Mosca – Novgorod Km. 546 Litri 25,50 Rifornimenti n.3
E’ ferragosto, ma non so quanti di noi ne sono a conoscenza!
Mosca è una città affascinante, ci ha accolto con un clima discreto e ci sarebbero ancora molti posti da visitare, ma noi cominciamo a sentire nostalgia per la strada e la voglia di montare in sella alla propria moto è forte.
La partenza è prevista all'alba così da consentirci l'accesso alla piazza rossa per le foto di rito. Siamo tutti puntuali e pronti per partire, ma non si vede Carlo, l'autista del furgone, quindi non è possibile caricare le borse. Scopriamo che il ragazzo ha sì puntato la sveglia, ma non avendo aggiornato l'ora in base al nuovo fuso, sarebbe arrivato con 2 ore di ritardo. Senza opporre resistenza accetta la norma del regolamento che prevede un giro di bevuta per il gruppo.
Nel gruppo dei motociclisti oggi manca Antonella, la zavorrina di Andrea, che non si sente proprio bene e allora rinuncia alla BMW e al suo cavaliere per prendere posto sul Ducato.
Arriviamo in Piazza Rossa senza problemi, il traffico è scarso a quest'ora. Giusto il tempo di allineare le moto per le foto che si palesano quattro pattuglie della polizia. Controllano solo quanto stiamo facendo e non ci ostacolano in nessun modo. Sbrigata anche questa formalità, possiamo partire per la tappa odierna che non si presenta facile.
Il viaggio è iniziato bene, complice l'orario che permette una temperatura abbastanza fresca, ma poi tutto precipita. Il fondo stradale torna ad essere disastroso, interminabili colonne di camion da superare, smog a livelli altissimi(come direbbe Max) e caldo umido tropicale. Siamo sicuri di essere in Russia? Ogni sosta per il pieno di benzina diventa l’agognata occasione per potersi dissetare e per la prima volta dall'inizio del viaggio il piccolo serbatoio della piccoletta viene apprezzato.
Per concludere degnamente la giornata, alle porte di Novgorod(destinazione finale) si scatena una bufera, tuoni, fulmini, raffiche di vento come la bora di Trieste, alberi piegati e rami spezzati che ci obbligano a fare lo slalom per tutta la carreggiata. Oggi abbiamo veramente provato di tutto, è stata veramente dura guidare in queste condizioni.
Arrivo e sistemazione in Hotel e cena caratteristica con tanto di spettacolo folkloristico a base di danze popolari al ritmo del suono di ocarine e maracas Russe.
Dopo cena quattro passi per visitare la cittadina. Personalmente l'ho trovata carina, forse avrebbe meritato un po' più di tempo da dedicarle.
Problemi? Il caldo, il traffico, lo smog, il vento nel finale, insomma tutto!!!

Arrivato in Piazza Rossa
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Shiver davanti alla Piazza Rossa
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Shiver davanti al Cremlino
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Foto di gruppo
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Re: Shiver in Russia

Messaggioda nbantonio » lun 27 set 2010, 12:21

In Russia con la “Piccoletta”

Lunedì 16/08/2010
Tappa N. 10 Novgorod – San Pietroburgo Km. 252 Litri 14,30 Rifornimenti n.2

Oggi il percorso è breve e la partenza ad un orario più che discreto. Per poter essere tranquillo alla mattina ho ingrassato la catena ieri sera, nonostante questo vantaggio riesco ad essere l'ultimo alla partenza. Per consentirci di recuperare rispetto alle fatiche del giorno prima oggi è prevista una tappa di avvicinamento e quindi sulla carta tranquilla e fluida,. Sulla carta, per l’appunto … dopo poca strada una buca gigante fa piegare il cerchio e sganciare il bauletto della BMW di Augusto e causa la rottura del parafango posteriore di quella di Sergio. Sosta per il controllo dei danni e bauletto imbarcato sul furgone.
Durante il viaggio riflettevo sul fatto che probabilmente abbiamo trovato durissimi certi tratti anche per il caldo anomalo di questa estate Russa. In effetti la strada di oggi non era molto diversa da ieri, ma percorrerla a 24 gradi è diverso da farlo a 35 gradi.
Arriviamo per l'ora di pranzo, mangiamo in un parco fuori dalla città e ci prepariamo per la visita a PETERHOF, la residenza estiva dello Zar. Un trionfo di secolari piante, verdi prati, fiori colorati, scoiattoli curiosi, magiche e zampillanti fontane. Magnifica penso sia l'aggettivo giusto per definirla.
Claudio (Moto Guzzi) si esibisce in un difficile esercizio di veloce andata e ritorno per evitare lo zampillo della fontana abilmente comandata da un discendente dello Zar che puntualmente ti lascia asciutto all’andata ma ti lava al ritorno. Claudio, dopo aver analizzato la tempistica più appropriata si lancia nella sfida e quando sembra avere incredibilmente evitato lo zampillo, come nelle comiche scivola platealmente a terra. Rapida fasciatura e via verso l'albergo.
Una volta arrivati sistemiamo le moto in parcheggio e dopo il check-in scopriamo che il corridoio per raggiungere le camere misura circa 650 metri. Il simpatico architetto che l'ha progettato, lo ha fatto costruire tutto in curva per disorientarti, in modo da rendere difficile capire a che punto del corridoio sei arrivato. La distanza ti costringe a valutare attentamente i tempi di salita e discesa per non tardare agli appuntamenti.
Cena in hotel e appuntamento alle 23.30 per il tour di San Pietroburgo by night in Limousine! La partenza ci vede un po’ timidi e facciamo commenti del tipo: “ma non era il caso, mi sembra esagerato, era meglio fare un tour in autobus”, etc, etc. Ma poi ci prendiamo gusto e questa limousine comincia a piacere, viaggia a bassa velocità, è comoda e ti porta in tutti i posti più suggestivi. Peccato per l'orario che sommato alla stanchezza fa calare la palpebra a più di uno.
Scopriremo più tardi che il tour è organizzato a quest'ora per consentono la visione dell'apertura dei ponti levatoi che permettono alle navi di risalire la Nieva sino alla zona industriale.
In questa notte magica la città ci mostra tutto il suo fascino fatto di luci, di canali, di ponti levatoi, di palazzi sontuosi e di sua maestà l’Hermitage (sempre il poeta che scrive).
Problemi? La voragine lungo la strada e il corridoio infinito.

Palazzo di Peter Hof
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Canale per accesso al golfo di Finlandia
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Statue delle fontane (la doratura è rinnovata ogni anno)
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Vista parziale del parco
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Automobilina per la notte
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Hemitage by night
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Chiesa del sangue versato
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Ultima modifica di nbantonio il gio 7 ott 2010, 14:21, modificato 1 volta in totale.
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