In Russia con la “Piccoletta”
Mercoledì 11/08/2010
Tappa N. 5 Kiev – Orel Km. 478 Litri 24,50 Rifornimenti n.3
Oggi dovremmo entrare in territorio russo, ma prima bisogna superare lo scoglio della frontiera, che fra l'altro dista ancora 300 chilometri.
La giornata inizia benino, saltiamo la colazione in stile sovietico in quanto il regime non prevede le partenze all'alba. Il primo tratto lo affrontiamo in autostrade quasi degne di questo nome, sosta in un bar carino per la colazione e la temperatura sembra mantenersi a livelli accettabili. Quando il sole comincia ad essere battente, i chilometri autostradali diventano troppi e l'asfalto davanti alla ruota sembra sempre uguale a quello appena passato. L'Ucraina era il granaio dell'Unione Sovietica, è una pianura vastissima e le strade sono per forza di cose piatte e dritte, ma anche tanto tanto noiose.
Il bello deve ancora arrivare, non sono favole quelle che si raccontano sulle frontiere dell'est, impieghiamo oltre 5 ore per passare dall'Ucraina alla Russia. Arriviamo in frontiera quando il sole è allo zenit e naturalmente ci fanno aspettare allo scoperto. Ci viene contestato il fatto che sul libretto di circolazione non è indicato il modello della moto ma solo la marca, poi si prosegue con il passaporto misteriosamente strappato di Sergio e per finire si chiude con la incredibile saga della compilazione del modulo in cirillico
I primi 2 episodi sono accaduti alla frontiera Ucraina dove passiamo la maggior parte del tempo e dove ci inventiamo di tutto per passare il tempo. Da segnalare le condoglianze alla moglie di Sergio che ad un certo punto, in seguito a traduzioni molto approssimative, si ritiene deceduto. Quando le ore cominciano a diventare tante però il fronte si spezza e serpeggiano i primi malumori.
Una volta arrivati alla frontiera russa ci attende la compilazione del famigerato modulo di ingresso rigorosamente in cirillico. Sembrava di essere i protagonisti di una condid camera o di un film di Fantozzi, mediamente lo abbiamo dovuto riscrivere 5 volte a testa, magari per cambiare solo una virgola.
Ormai stremati riusciamo a passare in terra Russa e prendiamo subito confidenza con il fondo stradale parecchio dissestato e realizziamo che anche da queste parti l’ANAS locale è a corto di fondi per la manutenzione.
Giusto il tempo di rilassarci nel primo bar sulla strada quando improvvisamente l’asfalto infuocato cede sotto il peso dei cavalletti ed alcune moto cadono a terra. Per qualcuno la cosa si risolve solo con dei graffi, altri rompono i supporti delle borse e sono costretti ad imbarcarli sul furgone.
In questo caso la piccoletta si piega ma non cade, essere leggeri servirà pure a qualcosa!!!
Una volta ripartiti, per un errore di percorso aggiungiamo un centinaio di chilometri al programma già parecchio consistente. In alcuni tratti “esageriamo” un po' troppo e un sorpasso oltre la linea continua è stato immortalato dalle cineprese della polizia che intima l’alt alla incolpevole Moto Guzzi di Claudio. La polizia minaccia di farci visita in serata all’hotel per mostrarci l’intero filmato.
Probabilmente le galere locali sarebbero migliori dell'albergo che ci ospita, sicuramente il peggiore di tutto il viaggio. Qui il regime sovietico sembra ancora in essere e le camere sono veri e propri forni, i letti hanno dei pezzi di compensato al posto delle reti e l'impianto idraulico del bagno è costituito da un tubo di gomma che alimenta sia la doccia che il lavabo.
Il malumore aumenta, oltre al caldo, la stanchezza e l'orario scopriamo di essere pure senza cena.
A questo punto il gruppo si divide e qualcuno finisce per magiare in un fastfood ed altri in un ristorante a 5 stelle. Durante la ricerca di un posto dove mangiare abbiamo la possibilità di dare un'occhiata alla cittadina. Sembrerebbe interessante, peccato non avere avuto il tempo per poterla visitare meglio.
Problemi? Autostrade Ucraine dritte, piatte e torride. Funzionari di frontiera. Strade russe. Errore di percorso, albergo e cena.
Una delle incredibili trattative per riuscire ad avere benzina

Poliziotto Russo crossista e infortunato l'altro è Paolo la nostra guida

Dovremmo essere a Orel, ma scopriamo che mancano ancora 100 Km

Attesa per sapere le sorti ci Claudio e Caterina fermati dalla polizia
